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the_tg ha scritto:la situazione delle liste, in particolare nel lazio, fa discutere un po' tutti...tra tutte le cose che si possono dire io mi son fatto una domanda: "cosa sarebbe accaduto se questo problema si fosse presentato invece che al centrodestra al centrosinistra?".
si sarebbe fatto lo stesso il decreto?
il buon tonino avrebbe attaccato lo stesso napolitano?
manifestazioni di piazza?
ostruzionismo in parlamento?
chi avrebbe parlato di "diritti dell'elettorato" e in che termini?

the_tg ha scritto:la situazione delle liste, in particolare nel lazio, fa discutere un po' tutti...tra tutte le cose che si possono dire io mi son fatto una domanda: "cosa sarebbe accaduto se questo problema si fosse presentato invece che al centrodestra al centrosinistra?".
si sarebbe fatto lo stesso il decreto?
il buon tonino avrebbe attaccato lo stesso napolitano?
manifestazioni di piazza?
ostruzionismo in parlamento?
chi avrebbe parlato di "diritti dell'elettorato" e in che termini?




La legge 400 dell’88 vieta di usare il decreto in materia elettorale che è la più refrattaria agli interventi d'urgenza. Soprattutto non è materia del governo in carica, cioè del primo potenziale interessato a modificarla a proprio vantaggio.
Gustavo Zagrebelsky, 7 marzo





ROMA - "Stanno tentando di fare una grande insopportabile porcheria". Lo dice Silvio Berlusconi dal palco della riunione del Pdl Lazio, dove è presente anche Renata Polverini. Il tema, dunque, è ancora quello delle liste. a proposito del quale il capo del governo grida al complotto ("C'è dietro un disegno ben pensato") e torna ad attaccare la magistratura: "La sinistra e la sua mano giudiziaria non hanno perso il vizio. Non ne possiamo più di certi giudici e di certa sinistra". Addirittura, per il premier, "la magistratura di sinistra sta dettando i tempi di questa campagna elettorale, prima inventando una tangentopoli che non c'è, ora inventandosi questa situazione di rigetto delle nostre liste".
Su Di Pietro, Bonino e Bersani il Cavaliere calca poi la mano: "E' un amalgama terrificante". Poi chiama alla manifestazione: "Sabato 20 saremo noi in piazza per dar una lezione alla sinistra. Se loro ritornassero al potere l'Italia sarebbe meno libera". Poi una promessa ai candidati del Pdl che rischiano di essere esclusi: "Qualora la lista non fosse ammessa i suoi componenti saranno protagonisti della giunta regionale del Lazio".
Intanto il coordinatore del partito Sandro Bondi parla di clima che favorisce un attentato al Cavaliere. "Il segno che in Italia è definitivamente scomparsa una vera classe dirigente è confermato dal fatto che si stanno ricreando le stesse condizioni che hanno reso possibile l'attentato avvenuto a Milano lo scorso dicembre nei confronti del Presidente del Consiglio". Il ministro dei Beni culturali parla di "un clima infiammato, alimentato dalle parole e dalle dichiarazioni politiche più irresponsabili e violente, soprattutto da parte di Di Pietro e di una intera generazione educata ormai da più di un decennio alla politica della demonizzazione e dell'odio nei confronti degli avversari politici, sta degenerando e non promette nulla di buono". "Se c'è ancora qualcuno a sinistra capace di intendere e di coltivare ancora la politica - dice l'esponente Pdl - batta un colpo e soprattutto faccia sentire la sua voce".
Da: Repubblica




Capitan Jack ha scritto:Ci sono persone che, ogni giorno, perdono il proprio posto di lavoro... ma si continua imperterriti ad occupare il Parlamento con il legittimo impedimento, il processo breve, i decreti salva-liste....![]()
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Nel 1995 il governo, allora presieduto da Lamberto Dini, con un decreto legge prorogò di 56 ore i termini per la presentazione delle liste per le elezioni regionali. E' l'unico, finora, precedente di un intervento sulla legge elettorale tramite decreto. Un precedente, peraltro, che riguardava però una situazione assai diversa, dato che il decreto fu varato il 29 marzo dal Consiglio dei ministri pochi minuti prima della scadenza dei termini per la presentazione delle liste. Non quindi, come ora, a termini scaduti e a pronunciamenti della magistratura già avvenuti. I termini per la presentazione delle liste, fissati appunto per le ore 12 del 29 marzo, furono spostati in extremis alle ore 20 del 31 marzo.
A controfirmare il decreto fu Scalfaro - Motivo di quell'intervento dell'esecutivo, come spiegò l'allora ministro per la Funzione Pubblica Franco Frattini, le "difficoltà di informazione ai cittadini sul loro diritto di sottoscrivere presso gli uffici regionali le liste per la partecipazione alle elezioni dei consigli regionali".









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